Si riaprirà il Casinò a Taormina?
La Sicilia non demorde
per quanto riguarda l’apertura del Casinò di
Taormina, senza dimenticare tutte le proposte che ha fatto Silvio
Berlusconi in merito. Infatti, uno degli accordi prima delle elezioni
assieme al governatore della Sicilia era proprio la riapertura del
casinò a Taormina. Il governatore ha sottolineato che non ha
alcuna intenzione di aprire un semplice Kursaal ma bensì un
vero e proprio casinò che sicuramente attirerà
fiumi di persone. Uno degli obiettivi principali
nell’apertura della casa da gioco è proprio
l’aumento delle visite turistiche nella favolosa
località siciliana. Il turismo è una delle
principali entrate della Sicilia, l’apertura di un
casinò potrà sicuramente creare dei nuovi posti
di lavoro come anche delle ulteriori entrate fiscali per la regione e
il comune. A seguito delle varie promesse del governo, questo, si
è ripromesso di aprire dei casinò nel sud Italia
in particolare a Taormina dove era già presente negli anni
60.
Non è giusto che i casinò terrestri siano presenti solo al nord, la creazione di case da gioco nel sud Italia può solo aiutare al miglioramento delle condizioni economiche e del turismo della regione, infatti, il sud non ha mai proposto di chiudere il Casinò di Venezia o il Casinò di Sanremo per poter aprirne uno a Taormina.
Il nuovo decreto legge ha in previsione l’apertura di casinò terrestri che operano a livello nazionale, come potrebbe essere proprio quello di Taormina. In aggiunta al fatto che le persone che visitano il casinò devono per forza usufruire delle strutture turistiche come gli alberghi e i ristoranti presenti nella regione. Secondo il governatore della Sicilia, 3 casinò aperti in Sicilia è un numero giusto, se prendiamo l’esempio di Malta che ne ha diversi aperti in una area più piccola della Sicilia. Magari aprirne quaranta in Italia è un po’ troppo, l’ideale sarebbe trovare delle località nelle quali si presenta sempre una clientela esclusiva come per esempio la Sardegna, la Puglia e la Campania. Mentre in Sicilia le località ideali per tali attività sono Taormina in primis e poi seguire Cefalù e Erice.
Un'altra problematica in Sicilia è la criminalità organizzata e la mafia che potrebbe tranquillamente infiltrarsi nelle case da gioco, però questa è sempre stata una scusa dei casinò terrestri del nord Italia per non permettere di aprire le case da gioco nel sud. Inoltre, le organizzazioni criminali non si focalizzano solo nel sud ma sono presenti su tutto il territorio nazionale, dalla Val d’Aosta all’Emilia Romagna alla Sicilia, quando si tratta di riciclaggio di denaro sporco sono sempre in pole position.
Il governatore ha molta fiducia nelle amministrazioni dei comuni, nelle fiamme gialle e nell’AAMS che sicuramente provvederanno a fare le loro verifiche per il regolare andamento delle attività dei casinò e delle scommesse. Staremo a vedere come si sviluppa questo nuovo e redditizio mercato.
© Casinoweb
Non è giusto che i casinò terrestri siano presenti solo al nord, la creazione di case da gioco nel sud Italia può solo aiutare al miglioramento delle condizioni economiche e del turismo della regione, infatti, il sud non ha mai proposto di chiudere il Casinò di Venezia o il Casinò di Sanremo per poter aprirne uno a Taormina.
Il nuovo decreto legge ha in previsione l’apertura di casinò terrestri che operano a livello nazionale, come potrebbe essere proprio quello di Taormina. In aggiunta al fatto che le persone che visitano il casinò devono per forza usufruire delle strutture turistiche come gli alberghi e i ristoranti presenti nella regione. Secondo il governatore della Sicilia, 3 casinò aperti in Sicilia è un numero giusto, se prendiamo l’esempio di Malta che ne ha diversi aperti in una area più piccola della Sicilia. Magari aprirne quaranta in Italia è un po’ troppo, l’ideale sarebbe trovare delle località nelle quali si presenta sempre una clientela esclusiva come per esempio la Sardegna, la Puglia e la Campania. Mentre in Sicilia le località ideali per tali attività sono Taormina in primis e poi seguire Cefalù e Erice.
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March 2010
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