Playtech chiude gli account italiani sui .com
Oramai tutte le aziende
di scommesse online italiane che hanno ottenuto la licenza AAMS, si
stanno adeguando. Per esempio, Betclic ha provveduto a chiudere glia
account italiani al di fuori del paese come anche diverse altre poker
room che hanno chiuso i loro .com in Italia, oramai stanno tutti
orientandosi verso i mercati con licenza, come per esempio quello
italiano e francese. Anche la famosa software house Playtech
proprietaria del famoso network iPoker, provvederà quanto
prima a chiudere gli account dei giocatori del poker online italiani
che giocano sui siti .com.
I pettegolezzi degli ultimi giorni parlano chiaramente del bisogno delle aziende nell’eliminare i doppioni tra il .it e il .com, in modo da evitare che i giocatori del poker come anche le poker room non si trovino nell’illegalità in Italia. La presenza di grandi marchi come Gamenet, Betclic, Snai, Cogetech, Eurobet e altri, porta il settore ad eliminare l’offerta dei .com (quindi dei siti esteri), ritenendo che sia completamente inutile e controproducente. Cosa che farà anche la Playtech nell’arco di qualche mese e dopo la richiesta inviata dall’AAMS.
Oramai la Playtech sta cercando di seguire i mercati regolamentati, anche se sostiene che i margini di guadagno sono minori rapportati a quelli che non richiedono alcuna licenza. Il mercato del poker online per esempio, sta oramai seguendo i mercati internazionali con licenza. Uno dei principali attori che in questo momento ha gli occhi puntati da tutti è proprio la Francia che molto presto aprirà le sue porte a tante e svariate aziende estere del settore delle scommesse online .
La scelta della Playtech di entrare nel mercato europeo e trascurare quello degli Stati Uniti era una scelta positiva. Infatti, l’azienda con la nuova legislazione USA (Uigea contro le scommesse online emanata nel 2006 dall’allora presidente Bush che vietava ai giocatori di scommettere online) ha subito un calo pari al 60 per cento del suo volume d’affari. Quest’avvenimento ha portato l’azienda a spostare le sue energie verso i paesi europei e verso i paesi che non richiedevano alcuna licenza. In pochissimo tempo la Playtech con questo passaggio ha moltiplicato il suo valore.
Nel mercato italiano hanno scelto un “socio” di altissimo rango quale la SNAI, un vero gigante conosciuto in tutto il paese e nell’ambiente delle scommesse sportive. Questa manovra, ha portato la Playtech ad ottenere una fetta del mercato pari al 15 per cento e sicuramente possono fare molto di più. Staremo a vedere cosa succederà in seguito, e se altri operatori dei paradisi fiscali provvederanno ad adeguarsi a queste normative, che si stanno espandendo sempre di più in molti paesi del mondo.
© Casinoweb
I pettegolezzi degli ultimi giorni parlano chiaramente del bisogno delle aziende nell’eliminare i doppioni tra il .it e il .com, in modo da evitare che i giocatori del poker come anche le poker room non si trovino nell’illegalità in Italia. La presenza di grandi marchi come Gamenet, Betclic, Snai, Cogetech, Eurobet e altri, porta il settore ad eliminare l’offerta dei .com (quindi dei siti esteri), ritenendo che sia completamente inutile e controproducente. Cosa che farà anche la Playtech nell’arco di qualche mese e dopo la richiesta inviata dall’AAMS.
Oramai la Playtech sta cercando di seguire i mercati regolamentati, anche se sostiene che i margini di guadagno sono minori rapportati a quelli che non richiedono alcuna licenza. Il mercato del poker online per esempio, sta oramai seguendo i mercati internazionali con licenza. Uno dei principali attori che in questo momento ha gli occhi puntati da tutti è proprio la Francia che molto presto aprirà le sue porte a tante e svariate aziende estere del settore delle scommesse online .
La scelta della Playtech di entrare nel mercato europeo e trascurare quello degli Stati Uniti era una scelta positiva. Infatti, l’azienda con la nuova legislazione USA (Uigea contro le scommesse online emanata nel 2006 dall’allora presidente Bush che vietava ai giocatori di scommettere online) ha subito un calo pari al 60 per cento del suo volume d’affari. Quest’avvenimento ha portato l’azienda a spostare le sue energie verso i paesi europei e verso i paesi che non richiedevano alcuna licenza. In pochissimo tempo la Playtech con questo passaggio ha moltiplicato il suo valore.
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March 2010
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