La Giustizia italiana riferisce le leggi sulle scommesse sportive alla CEE
Nel gettare ulteriori
dubbi sulla conformità delle leggi sulle scommesse sportive
in Italia con il diritto Europeo, la Corte Suprema Penale Italiana ha
messo in discussione il quadro normativo che protegge le imprese alle
quali è stato assegnato il titolo per la gara
d’appalto della legge Bersani nel 2006, e ha rinviato la
causa alla Corte di Giustizia Europea per un chiarimento sulle
scommesse sportive.
Nella sentenza, la Corte Suprema Penale Italiana (Cassazione) ha ritenuto che gravi incertezze di interpretazione rimanevano circa l'ampiezza della libertà di circolazione di cose, persone e servizi nelle frontiere CEE, come previsto dal Trattato CEE, articoli 43 e 29.
La Cassazione si chiede se tale libertà può essere limitata da un sistema interno di gara per l'emissione di un numero di concessioni sostenuta da licenze di polizia, in una situazione in cui i titolari di concessioni per le scommesse online e per il gioco a distanza già rilasciate dall’AAMS siano protette, e che le nuove richieste per entrare nel mercato delle scommesse online siano state negate, dove la concorrenza è limitata, siccome le nuove concessioni hanno impedito di localizzare altre aziende disposte ad una certa distanza dalle concessioni esistenti.
La Corte ha anche chiesto se tali libertà possono essere limitate e se una concessione può essere persa con una conseguente richiesta contro delle garanzie finanziarie e obbligazionarie, e se il concessionario si è anche impegnato in attività transfrontaliere simili a quelle gestite nell'ambito della concessione.
In una dichiarazione da parte di una famosa azienda di scommesse sportive, ci si è da tempo preoccupati per l'errata percezione che il quadro giuridico in Italia relativo alle scommesse sportive trasmette, a seguito dello svolgimento della gara Bersani nel 2006, è stata aperta ed è compatibile con il diritto comunitario, accogliendo con favore questa decisione della Cassazione a rinviare le azioni legali e di sottoporre alla Corte di Giustizia Europea la ricerca di una soluzione definitiva relativa alle scommesse sportive e alle scommesse online. Altri paesi sono alla ricerca di un modello su cui basare le loro leggi, così guardando al di fuori dell’Italia. Una famosa azienda straniera che opera nel settore delle scommesse sportive ha dichiarato di essere lieta di tornare dopo oltre 10 anni sul mercato italiano, e la Cassazione riconosce che tale azienda ha una posizione giuridica unica, ben distinta da altre aziende straniere che operano in Italia senza permesso e che hanno cercato di approfittare degli sforzi di questa azienda per ottenere giustizia nel corso degli anni.
Nella sentenza, la Corte Suprema Penale Italiana (Cassazione) ha ritenuto che gravi incertezze di interpretazione rimanevano circa l'ampiezza della libertà di circolazione di cose, persone e servizi nelle frontiere CEE, come previsto dal Trattato CEE, articoli 43 e 29.
La Cassazione si chiede se tale libertà può essere limitata da un sistema interno di gara per l'emissione di un numero di concessioni sostenuta da licenze di polizia, in una situazione in cui i titolari di concessioni per le scommesse online e per il gioco a distanza già rilasciate dall’AAMS siano protette, e che le nuove richieste per entrare nel mercato delle scommesse online siano state negate, dove la concorrenza è limitata, siccome le nuove concessioni hanno impedito di localizzare altre aziende disposte ad una certa distanza dalle concessioni esistenti.
La Corte ha anche chiesto se tali libertà possono essere limitate e se una concessione può essere persa con una conseguente richiesta contro delle garanzie finanziarie e obbligazionarie, e se il concessionario si è anche impegnato in attività transfrontaliere simili a quelle gestite nell'ambito della concessione.
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© Casinoweb
February 2010
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