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I casinò terrestri, a quest’estate?

L’Italia vuole legalizzare il gioco d’azzardo e incrementare le presenze negli hotel italiani con l’aiuto dei casinò terrestri. Secondo il ministro Brambilla in Italia dovranno spuntare almeno quaranta nuove case da gioco, circa 3 per ogni regione d’Italia. Le categorie privilegiate per accogliere i casinò terrestri sono gli Hotel di lusso o di super lusso. Il governo da parte sua ha in previsione di riaprire anche altri casinò terrestri presenti sul territorio nazionale. Quindi, entro l’estate sembra che il governo si sia mosso per realizzare il sogno di molti appassionati delle scommesse e così fare anche felici i proprietari di hotel e alberghi, senza parlare delle località che accoglieranno le case da gioco che dal canto loro avranno un incredibile incremento di visite.

Il testo unico della legge prevede: 40 casinò terrestri, di cui 3 per ogni regione d’Italia, in base alla popolazione residente e all’afflusso del turismo, rapportato agli abitanti che deve corrispondere ad almeno un milione di residenti.

Il Ministero del Turismo in collaborazione con il Ministero dell’Interno, dell’Economia e la Finanza, e della Giustizia dovrà emanare un documento nel quale dovrà individuare le quaranta località nelle quali saranno presenti i nuovi casinò terrestri. Mentre a loro volta i Consigli di ogni regione potranno decidere in quale comune installare le nuove case da gioco.  

I giochi dei casinò che saranno autorizzati nell’immediato, saranno il Blackjack, la Roulette, il Baccarat e infine il Chemin de fer o Punto Banco. Chi potrà partecipare ai giochi dovrà essere maggiorenne, registrarsi ed essere ospitato in uno degli hotel, dove il casinò è presente.

Chi guadagnerà parecchio dai giochi d’azzardo e dalle case da gioco che nasceranno sarà sicuramente lo Stato che applicherà una tassa pari al 35% sul guadagno loro fino a 25.000.000 di €, calcolato sulla base della differenza tra le scommesse giocate e le vincite prelevate dai giocatori. Dopo di che lo Stato incasserà il trentacinque per cento su volumi dai 25 ai cinquanta milioni, passando al quaranta per cento per entrate maggiori dei 50.000.000 di euro. Una parte di questo denaro circa il 20% sarà dedicato al dipartimento del Turismo della regione, il rimanente denaro invece, sarà assegnato al comune nel quale è presente il casinò.

La gestione dei casinò terrestri sarà mista, parte statale e parte privata. Le aziende dovranno essere delle SPA, nelle quali le quote azionarie di maggioranza dovranno appartenere ai Comuni nei quali sono presenti le case da gioco. Mentre, delle aziende esterne, a discrezione dei Comuni, potranno prendere in appalto la gestione dei casinò terrestri. L’AAMS sarà responsabile nella gestione delle gare d’appalto secondo delle precise normative CEE.

Nella legge presentata si parla anche del rischio di riciclaggio di denaro sporco, secondo cui i casinò terrestri potrebbero essere utilizzati dalle organizzazioni criminali o mafiose per riciclare il denaro. Questo fattore secondo il Ministero è superato, essendoci casinò sparsi nella maggior parte dei paesi europei e quindi il problema è superato. Infatti, nella legge del Ministro Brambilla, uno degli articoli che tratta proprio l’antiriciclaggio, prevede che entro 90 giorni dalla nuova normativa, si dovrà verificare chi saranno gli organismi che faranno parte dei casinò terrestri.

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February 2010

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