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Come sta il poker dal vivo nella penisola italiana?

Con l’approvazione della legge comunitaria che ha vieto qualsiasi tipologia di torneo del poker dal vivo denominato anche poker sportivo, a parte, la concessione data in esclusiva ai quattro casinò terrestri italiani, il tutto si è lentamente bloccato. All’inizio non si riusciva a comprendere cosa sarebbe potuto accadere a questo settore a livello nazionale, accedendo cosi tante domande sul futuro del poker live. Senza parlare di tutti gli avvenimenti che le varie associazioni o club del poker hanno cercato di mettere in atto per risanare la situazione.

Le questure dei vari comuni si sono poi attivate per bloccare tutte le associazioni di poker dal vivo che violavano la legge comunitaria tanto da arrivare in parlamento. Le Fiamme Gialle e altri organismi come le questure hanno subito provveduto a chiudere i locali e i club che proseguivano la loro strada nell’organizzare tornei del Poker Texas Hold’em dal vivo, ricevendo così denunce su denunce, considerando il gioco del poker live illegale. Poi quattro mesi orsono la legge si è rinforzata, ottenendo il risultato presso le entità di sicurezza di tolleranza zero contro i circoli del poker dal vivo, proibendo il gioco e inasprendo i controlli.

I decreti presentati dal ministro Brambilla nel cercare di risanare queste situazioni si sono trovati in un vicolo ceco che ha portato ad immobilizzare il settore. Attualmente, dopo che il settore del poker dal vivo spera in una nuova normativa da parte dei Monopoli di Stato (AAMS), che balla tra l’incudine e il martello con le varie associazioni e il governo, sembra che il tutto stia migliorando, dove, sia lo stato che l’AAMS si siano decisi a rettificare il regolamento. Il direttore Tagliaferri della sezioni dei giochi della AAMS, ha finalmente affermato che le nuove norme stanno per essere definite, e che a breve tutte le clausole presenti nel documento saranno presentate in parlamento per la loro approvazione. Secondo il direttore dei giochi dell’AAMS è impossibile che la nuova legislazione possa accontentare tutti. Quindi non bisogna incolpare il Monopolio se la nuova normativa non soddisferà tutto il settore.

Il mercato del poker live è un mercato che ha delle potenzialità simili se non uguali a quello del bingo in Italia. Il direttore consiglia ai vari concessionari di fare un’operazione di sollecito al parlamento per l’inserimento di cambiamenti per promuovere tale settore in maggiore libertà. Una delle principali barriere che presenta Tagliaferri, sta nel fatto di organizzare più tornei del poker dal vivo nel corso della stessa giornata e nello stesso club del poker o nella stessa città, quale ostacolo per una migliore offerta commerciale.

L’altra barriera invece è il costo dei buy-in dei tornei o addirittura del montepremi di gioco ai tavoli del poker dal vivo che i club del poker devono utilizzare. Tutti si chiedono a questo punto, qual è il valore giusto da decidere sul costo dei tornei del poker dal vivo, e quali sono i veri parametri guida da utilizzare? Secondo il ministero degli interni non bisognerebbe oltrepassare la somma massima di 30 euro di buy in a torneo. Mentre l’AAMS dal canto suo sostiene che la soglia deve raggiungere i 100 euro a torneo, cosa logica anche secondo gli atti presentati, o di importi maggiori per quanto riguarda il poker online.

La difficoltà principale invece concerne le dichiarazioni sulle imposte sui redditi, che prevede la tassazione sui guadagni dai premi e dalle vincite, applicabili al poker dal vivo, una tassazione del 25 per cento sulla vincita del giocatore del poker.

Quindi, la legge impone una restituzione al giocatore del poker equivalente al 60 per cento della raccolta dei premi, in aggiunta alla tassazione del 15% sul rake netto dei licenziatari, salvo che questi non decidano di operare in perdita.

In definitiva, immaginiamo una situazione di questo genere: finalmente l’AAMS e lo stato decidono di pubblicare una nuova normativa, nella quale è previsto un rake del 50 per cento sulla quota di acquisto del torneo (buy-in), sarebbe una vera assurdità, non accettabile da nessuno, neanche dai giocatori del poker che si sposterebbero subito sul gioco illegale. L’unica cosa da fare e attendere e vedere come si svilupperà la legislazione. Un vero rebus...

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Janvier 2010

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