La Russia vuole conquistare il Sud America
Il mercato dei giochi
russo, fa le valigie e si trasferisce dall’altra parte del
mondo. Nel mese di luglio, infatti, il governo russo ha proibito i
casinò all’interno del proprio paese, limitandone
l’esercizio solamente a quattro zone esterne e periferiche
del paese.
Per questo molte società di gambling russo sono andate al riparo nella vicina Europa, ed addirittura sono arrivate oltreoceano nel lontano Sud America. Da quella parte del mondo, questa nuova invasione, è spesso vista di malocchio ed in certi casi addirittura fatale per l’ economia del paese latino. È il caso della Bolivia, paese molto bello ma anche molto povero, per questo meta favorita delle società di gambling.Secondo il direttore della lotteria nazionale boliviana, Marco Antonio Cardenas, se si paragonano le giocate dell’anno scorso con quelle di qust’anno, vedremo che i dati sono raddoppiati, ci troviamo in una situazione in cui in un paese di nove milioni di abitanti, esistono ben più di 80 casinò e più di 10.000 diverse macchine da gioco sparse in tutta la superficie del paese. Questi dati, si spiegano anche grazie alla facilità con la quale la Bolivia dà le licenze legali per operare in questo settore. Inoltre, a differenza di altri stati nei quali vi è un limite di siti che si possono aprire nel paese in proporzione ai suoi abitanti, in Bolivia vige il regime del “laisser faire” o se vogliamo dirloo in altri termini del “libero mercato”. Questa normativa comporta che alcuni colossi russi come ad esempio la società di gambling Ritio, possa avere ben 1.000 sedi sparse per il mondo ed vere un giro d’affari pari a 1,2 miliardi di dollari annui.
Il grande colosso russo afferma che il suo processo di apertura verso altri paesi non riguarda i diversi decreti di legge del 2006 in cui la Russia limita le zone adatte al gioco, perché già allora la Ritio aveva otto siti attivi oltreoceano. Altri sostengono il contrario, ovvero che lo spostamento di capitali verso l’estero provenienti dal gambling, è una diretta conseguenza della legislazione e delle limitazioni russe. Questa è l’idea di Samuel Binder vice direttore esecutivo nell’associazione russa per il gambling development, che aggiunge che l’esportare grossi capitali è una realtà ormai di tutte le società di gambling russe e non solo della Ritio. Qualunque sia la vera ragione poco importa quando ormai compagnie come la Ritio sono attivi in 15 paesi tra cui la Bolivia, il Messico,la Colombia ed il Perù.
La realtà parla da sola e ormai in paesi come il Messico e la Colombia possiamo trovare dei grandi casinò di proprietà russa, una situazione nuova ed in crescita la possiamo vedere in Perù, anche se il grande primato spetta all’Argentina che da sola ha un giro d’affari tra i 4 e i 5 miliardi di euro annui.
© Casinoweb
Per questo molte società di gambling russo sono andate al riparo nella vicina Europa, ed addirittura sono arrivate oltreoceano nel lontano Sud America. Da quella parte del mondo, questa nuova invasione, è spesso vista di malocchio ed in certi casi addirittura fatale per l’ economia del paese latino. È il caso della Bolivia, paese molto bello ma anche molto povero, per questo meta favorita delle società di gambling.Secondo il direttore della lotteria nazionale boliviana, Marco Antonio Cardenas, se si paragonano le giocate dell’anno scorso con quelle di qust’anno, vedremo che i dati sono raddoppiati, ci troviamo in una situazione in cui in un paese di nove milioni di abitanti, esistono ben più di 80 casinò e più di 10.000 diverse macchine da gioco sparse in tutta la superficie del paese. Questi dati, si spiegano anche grazie alla facilità con la quale la Bolivia dà le licenze legali per operare in questo settore. Inoltre, a differenza di altri stati nei quali vi è un limite di siti che si possono aprire nel paese in proporzione ai suoi abitanti, in Bolivia vige il regime del “laisser faire” o se vogliamo dirloo in altri termini del “libero mercato”. Questa normativa comporta che alcuni colossi russi come ad esempio la società di gambling Ritio, possa avere ben 1.000 sedi sparse per il mondo ed vere un giro d’affari pari a 1,2 miliardi di dollari annui.
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Janvier 2010
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