Licenziata barista al casinò di Sanremo, non batteva lo scontrino
Non battere lo scontrino
fiscale in Italia e in molti altri paesi è reato, questo
fatto è costato molto caro ad una barista che lavorava al
bar del Casinò di Sanremo, è stata semplicemente
licenziata. Gli agenti in borghese della guardia di finanza si sono
presentati al bar del Casinò di Sanremo, chiedendo una
bibita, a seguito della richiesta e del pagamento da parte degli agenti
la barista non ha emesso lo scontrino fiscale, questi si sono
immediatamente attivati prendendo i giusti provvedimenti in merito. La
divisione del lavoro con una sentenza della cassazione ha provveduto a
licenziare di punto in bianco la dipendente del Casinò
di Sanremo, Lole T., responsabile di non avere emesso lo
scontrino fiscale, in vari giorni del mese di luglio, e quindi di
consegnarlo ai vari clienti del bar del casinò che hanno
consumato delle bibite al bar del casinò.
Un’agenzia investigativa era stata arruolata per verificare
degli ammanchi nelle registrazione della cassa del bar e per
verificarne la motivazione, scoprendo così questo fatto
considerato illegale.
Dalle notizie diffuse sulla rete internet, la barista, licenziata con una ingiunzione della Corte di appello della città di Genova, ha tentato di difendersi presentando un ricorso alla Cassazione facendo fronte al fatto che il non emettere scontrini fosse un atteggiamento illecito però ammesso e di normale comportamento nel Casinò di Sanremo. La Corte di Cassazione non ha apprezzato il gesto e la linea seguita dalla difesa, annullando così il ricorso della barista, e convalidandone così il licenziamento e l’allontanamento dal casinò. Per quanto riguarda la questione che a seguito dell’indagine degli agenti l’imbroglio sia emerso, la Corte di Genova ha dichiarato che le regole in merito alla protezione del patrimonio dell’azienda non sono vietati dal titolare dell’impresa quindi dal datore di lavoro di utilizzare tutti i metodi necessari per assicurarsi il giusto svolgimento dell’attività aziendale, come per esempio dei controlli segreti a campione, delegando aziende esterne o istituzioni per evitare qualsiasi tipo di attività illegale o penale, così da salvaguardare la salute aziendale, patrimoniale e dei propri dipendenti.
© Casinoweb
Dalle notizie diffuse sulla rete internet, la barista, licenziata con una ingiunzione della Corte di appello della città di Genova, ha tentato di difendersi presentando un ricorso alla Cassazione facendo fronte al fatto che il non emettere scontrini fosse un atteggiamento illecito però ammesso e di normale comportamento nel Casinò di Sanremo. La Corte di Cassazione non ha apprezzato il gesto e la linea seguita dalla difesa, annullando così il ricorso della barista, e convalidandone così il licenziamento e l’allontanamento dal casinò. Per quanto riguarda la questione che a seguito dell’indagine degli agenti l’imbroglio sia emerso, la Corte di Genova ha dichiarato che le regole in merito alla protezione del patrimonio dell’azienda non sono vietati dal titolare dell’impresa quindi dal datore di lavoro di utilizzare tutti i metodi necessari per assicurarsi il giusto svolgimento dell’attività aziendale, come per esempio dei controlli segreti a campione, delegando aziende esterne o istituzioni per evitare qualsiasi tipo di attività illegale o penale, così da salvaguardare la salute aziendale, patrimoniale e dei propri dipendenti.
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Janvier 2010
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