2008: anno catastrofico per i casino francesi
L'industria del casino in Francia tira un bilancio disastroso nel 2008 che resterà negli annali del gioco. La crisi finanziaria mondiale ha dato un colpo di freno serio nelle spese dei giocatori per gli svaghi in particolare nei giochi di casinò. Ancora prima che la crisi americana tocchi la Francia, il divieto di fumare negli stabilimenti di gioco aveva già avuto un impatto negativo sui giocatori senza parlare dell'obbligo dei casinò di verificare le identità dei giocatori. I complessi di giochi avevano sofferto per questa legge applicata nell'ottobre 2007 il cui tasso di frequenza è diminuito del 15%.
Il bilancio dei 197 casinò della Francia è molto cattivo. Il prodotto grezzo dei giochi (PGG) dell'esercizio 2007-2008 registra un ribasso del 10,2% rispetto al periodo 2006-2007. Per poter comprendere bene la situazione catastrofica dei casinò della Francia, occorre prendere il PGG per l'esercizio 2006-2007. Durante questo periodo, il PGG dei casinò ammontava a 2,8 miliardi di euro e registrava un aumento del 3,07%. Ma quest'anno, il ribasso è a due cifre e questo prova che il mondo del gioco è in pessima posizione. I tre sindacati patronali (Casino de France, Syndicat des casinos modernes de France, l'Association des casinos indépendants de France) hanno pubblicato il bilancio dei 170 casinò sui 197 che conta l'esagono ed è lungi dall'essere ravvivante: i primi 10 mesi del 2008 hanno conosciuto un ribasso del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2007 ed in agosto -15,5%, settembre -20% ed ottobre -16,5%.
Molti fattori spiegano questo ribasso abissale delle cifre del gioco. Innanzitutto, la crisi economica ha indotto i giocatori ad essere prudenti, diminuendo o interrompendo la loro frequenza negli stabilimenti di gioco. Inoltre, i titolari dei casinò denunciano le leggi sulla protezione dei minori e dei giocatori patologici come pure il divieto di fumare. Infine, la française des jeux si è innovata realizzando una comunicazione aggressiva per attirare più giocatori con in particolare il suo lotto “nuova formula” e i suoi nuovi giochi di gratta e vinci come “Poker”. È lo stesso con la UGP che incita i giocatori a giocare in linea e puntare sul buon cavallo senza muoversi da casa propria.
I dirigenti dei gruppi dei casinò francesi poiché Patrick Partouche (Gruppo Partouche) e Dominique Desseigne (Gruppo Barrière) non esita più a parlare di chiusure probabili di stabilimenti se la crisi persiste nel 2009. Del resto, questi gruppi richiedono allo Stato di ridurre le tasse molto pesanti e ciò per una durata di due anni. In effetti, lo Stato richiede non del 58% del PGG dei casinò. Inoltre, i titolari dei casinò richiedono una più grande elasticità nel conseguimento d'apertura di tavoli supplementari come il gioco di Texas hold’em poker, roulette e black jack. Aumentare il PGG è l'obiettivo degli stabilimenti ma anche dei comuni che dipendono da questo canestro finanziario che non può funzionare senza i prelievi fiscali. È il caso del comune di Barbazan i cui redditi del casinò rappresentano almeno il 74% del suo bilancio. Il casinò ha permesso a questo comune di creare 100 impieghi tanto internamente che in settori di attività legati allo stabilimento.
L'emergenza dei casinò in linea è anche un punto nero per i complessi di giochi reali in Francia. Dominique Desseigne ha tenuto a denunciare i siti di giochi illegali che alcuni di loro saranno legali domani, nel 2009. La Francia aprirà il suo mercato dei gioco in linea nel 2009 ed i gruppi come Barrière o Partouche sono già pronti a lanciarsi nella corsa. Un duro combattimento si annuncia l'anno prossimo e speriamo che i mercati finanziari trovino il sorriso… ed anche il mondo del gioco. Informazione da seguire.
© Casinoweb
Il bilancio dei 197 casinò della Francia è molto cattivo. Il prodotto grezzo dei giochi (PGG) dell'esercizio 2007-2008 registra un ribasso del 10,2% rispetto al periodo 2006-2007. Per poter comprendere bene la situazione catastrofica dei casinò della Francia, occorre prendere il PGG per l'esercizio 2006-2007. Durante questo periodo, il PGG dei casinò ammontava a 2,8 miliardi di euro e registrava un aumento del 3,07%. Ma quest'anno, il ribasso è a due cifre e questo prova che il mondo del gioco è in pessima posizione. I tre sindacati patronali (Casino de France, Syndicat des casinos modernes de France, l'Association des casinos indépendants de France) hanno pubblicato il bilancio dei 170 casinò sui 197 che conta l'esagono ed è lungi dall'essere ravvivante: i primi 10 mesi del 2008 hanno conosciuto un ribasso del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2007 ed in agosto -15,5%, settembre -20% ed ottobre -16,5%.
Molti fattori spiegano questo ribasso abissale delle cifre del gioco. Innanzitutto, la crisi economica ha indotto i giocatori ad essere prudenti, diminuendo o interrompendo la loro frequenza negli stabilimenti di gioco. Inoltre, i titolari dei casinò denunciano le leggi sulla protezione dei minori e dei giocatori patologici come pure il divieto di fumare. Infine, la française des jeux si è innovata realizzando una comunicazione aggressiva per attirare più giocatori con in particolare il suo lotto “nuova formula” e i suoi nuovi giochi di gratta e vinci come “Poker”. È lo stesso con la UGP che incita i giocatori a giocare in linea e puntare sul buon cavallo senza muoversi da casa propria.
I dirigenti dei gruppi dei casinò francesi poiché Patrick Partouche (Gruppo Partouche) e Dominique Desseigne (Gruppo Barrière) non esita più a parlare di chiusure probabili di stabilimenti se la crisi persiste nel 2009. Del resto, questi gruppi richiedono allo Stato di ridurre le tasse molto pesanti e ciò per una durata di due anni. In effetti, lo Stato richiede non del 58% del PGG dei casinò. Inoltre, i titolari dei casinò richiedono una più grande elasticità nel conseguimento d'apertura di tavoli supplementari come il gioco di Texas hold’em poker, roulette e black jack. Aumentare il PGG è l'obiettivo degli stabilimenti ma anche dei comuni che dipendono da questo canestro finanziario che non può funzionare senza i prelievi fiscali. È il caso del comune di Barbazan i cui redditi del casinò rappresentano almeno il 74% del suo bilancio. Il casinò ha permesso a questo comune di creare 100 impieghi tanto internamente che in settori di attività legati allo stabilimento.
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Novembre 2008
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