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furti al casino la saga continua

Occorre credere che tutti gli eventi difficili per l'immagine dei casinò si siano dati appuntamento questo mese e facciano notizia nell'attualità. L'affare risale a 6 anni dietro, nel 2002, quando tre dipendenti si servivano nelle casse del casinò di Enghien-les-Bains. Mercoledì 10 settembre, il procuratore del tribunale correttivo di Pontoise ha richiesto 2 anni di prigione con rinvio per questi tre croupier ladri.

Risaliamo nel tempo per comprendere l'origine dei fatti. Nel maggio 2003, il Direttore generale della Société d’exploitation des eaux et thermes d’Enghien (SEETE) deposita reclamo per furto ed individua irregolarità tra il denaro riscosso e la contabilità. Un primo bilancio ammonta a 194.000 euro in aumento, dopo delle analisi approfondite, a oltre 500.000 euro. La polizia identifica la cassa all'origine di quest'irregolarità ed i dipendenti che vi lavorano. Patrick L. è sospettato di avere preso una parte attiva in queste deviazioni di denaro e si sarebbe arraffato più di 240.000 euro durante un anno. Questo croupier avrebbe affermato di essersi servito nelle casse del casinò di Enghien-les-Bains dal 2002 a causa di seri problemi finanziari. L’astuzia di questo croupier consisteva nel cambiare in modo manuale la registrazione degli assegni. Così, il croupier disonesto avrebbe dunque modificato l'importo degli assegni aumentandoli per rubare di denaro liquido della differenza.
Questa manipolazione informatica non era più difficile ma fare uscire il denaro richiedeva più operazioni a causa delle tasche cucite delle giacche e pantaloni. L’astuzia consisteva a rotolare in palla il denaro e inserirlo nella camicia.

Altri due croupier complici (ma senza alcuno legame con Patrick L.) avrebbero anche individuato la manipolazione informatica ed avrebbero celato oltre 200.000 euro. Uno dei due compari avrebbe riconosciuto i suoi malfatti mentre il secondo nega tutto in blocco senza realmente convincere i giudici. Alain ha riconosciuto i suoi cattivi rapporti d'affari e precisa che derubava il casinò per ripicca dopo una retrogressione di posto. Quanto al suo assistente, Steeve, la sua funzione consisteva nel fare il palo e recuperava la sua parte in un armadio. Alain nega i fatti ma l'acquisto di una pizzeria ed il suo conto lussemburghese lasciano perplessi i giudici.

Questo dossier bollente mostra a quale punto il primo casinò della Francia, gestito dal gruppo Barrière, era vittima di una disfunzione del suo sistema di sicurezza in materia finanziaria. I croupier fanno a volte prova di debolezza e si lasciano portare via con la tentazione di rubare del denaro del casinò che pensa che i fondi siano abbastanza sufficienti a fare girare l’attività. La professione di croupier è un lavoro nobile che, è purtroppo falsato dal cattivo comportamento di alcuni croupier attirati dal denaro facile.
Speriamo che Casinoweb possa pubblicare informazioni più ottimiste nei giorni seguenti poiché questa saga di furti di denaro nei casinò non cessa di portare un colpo duro all'immagine dei casinò. Informazione da seguire.

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